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Vi racconto ora un episodio che mi è successo qualche mese fa.
Mi trovavo sulle scale mobili di una stazione metropolitana, e portavo in mano un libro.
Subito di fronte a me c’era un ragazzo sui venticinque con l’accento inglese, che mi saluta cordialmente, come fossimo amici di vecchia data.
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Si studia per la conoscenza.
Tutto ciò che può essere conosciuto, può essere oggetto di studio.
Su ciò che invece non può essere dimostrato empiricamente, si fanno supposizioni.
Forse filosofi più importanti che si studiano a scuola, appartenevano ad epoche antiche; perciò ora risulta spontaneo deridere chi pensava che la Terra fosse al centro dell’universo.
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In questi casi sorge spontanea la solita frase “se poi dovesse finire…”
Credo che però spesso quando qualcuno si fa un tatuaggio ci si dimentica del tatuaggio stesso.
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Nel precedente articolo ho messo in evidenza gli aspetti positivi dei social network riguardo l’opportunità che offrono di socializzare da casa.
Ma dobbiamo davvero rallegrarci per questo?
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Molti possono affermare di aver fatto esperienza almeno una volta nella loro vita di un social network su Internet: Facebook, Windows Live Messenger, MySpace etc.
Ma in che modo queste reti di socializzazione vengono utilizzate?
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