nov 05 2009

Un orologio può farti uscire fuori di testa?

Mr.Adam..buongiorno..qualche giorno fà lui ha compiuto gli anni e malgrado il silenzio fra di noi che si protrae da oltre un mese..gli ho inviato un messaggio al quale però non ha risposto neppure con un grazie..Come bisogna comportarsi in questi casi..ci sono rimasta molto male..Grazie per la splendida rubrica virtuale un abbraccio mara..

State leggendo un bel libro, e siete profondamente immersi nella storia, quando improvvisamente la vostra attenzione viene attratta da un leggero ticchettio che fino ad allora non avevate notato.

Tic, tac, tic, tac…

Appeso alla parete di fianco a voi c’è un grosso orologio circolare.
Lo guardate un istante con un’aria minacciosa, come se vi avesse fatto un torto distraendovi dalla lettura.

Tornate a rivolgere gli occhi alle pagine, ma continuate a sentire quel fastidioso ticchettio nella testa, e non riuscite più a concentrarvi.

Provate a leggere lo stesso, ma il vostro pensiero e rivolto all’orologio sulla parete, ed alla fine della pagina di rendete conto di non aver capito nulla di quello che avete letto.

Eppure si tratta di quella stessa storia che vi aveva preso così intensamente pochi attimi fa.

Ora però la vostra attenzione non può fare a meno che essere indirizzata all’orologio, è più forte di voi.

Tic, tac, tic, tac…

Cominciate ad innervosirvi, a cambiare posizione, a prendere respiri profondi.

Vi sembrereste degli stupidi a prendervela con un orologio, in fondo si tratta solo di un oggetto inanimato. Pensate se qualcuno vi vedesse imprecare contro di esso: vi prenderebbe per matti.

Ormai non riuscite più a concentrarvi e riprendere la lettura serenamente, mentre l’intensità del ticchettio sembra diventare sempre più forte ogni secondo che passa.

Sentite che vi potrebbe scoppiare la testa da un momento all’altro. Vi viene in mente di cambiare stanza, ma la prendete come una questione personale tra voi e lui: non volete dargliela vinta.

Alla fine decidete di chiudere il libro, e di rinunciare alla lettura che vi stava tanto appassionando.

Vi lanciate sul letto ed affondate la faccia nel cuscino, come per impedirvi di urlare e sfogare tutta la rabbia che nel frattempo è cresciuta in voi.

Avete lo stomaco in subbuglio, ed una piccola fitta al cuore comincia a pungervi il petto come un lancia. Improvvisamente vi accorgete che respirate con affanno.

Tic, tac, tic, tac…

Il ticchettio continua a rimbombare nella vostra testa.

«Basta, finiscila!» urlate.

Senza volerlo prendete la prima cosa che vi capita di mano e la scagliate contro l’orologio, che cade in terra frantumandosi in mille pezzi.

Finalmente nella stanza torna il silenzio. Provate una sensazione piacevole, come gratificati da quello che avete appena fatto, e vi scappa un ghigno beffardo.

Improvvisamente però, vi ricordate che quell’orologio, del quale ora sono riconoscibili solo i pezzi, era il ricordo più caro che avevate del nonno.

Vi assalgono i sensi di colpa, e cercate ingenuamente di rimettere insieme i pezzi dell’orologio frantumato.

In preda alla disperazione, scoppiate in lacrime.

Qualcuno si starà chiedendo a questo punto perché ho deciso di raccontarvi questa storia. Ma credo che da essa possiamo imparare molto, perché spesso ci comportiamo allo stesso modo, senza neanche rendercene conto.

Fissiamo la nostra attenzione su qualcosa, soprattutto qualcosa di NEGATIVO, e continuiamo a pensarci finché non diventa quasi un’OSSESSIONE.

Rendiamo quest’ultima più grande di quello che è in realtà, e finiamo per perdere il controllo di noi stessi, e per fare qualcosa di cui poi potremmo pentirci.

Se ci pensate bene l’orologio era sempre stato lì, ed anche il fastidioso ticchettio, ma semplicemente eravamo talmente presi dalla storia che stavamo leggendo, che non l’avevamo nemmeno notato.

Sarebbe bastato quindi NON farci troppa attenzione, per tornare a leggere il libro in serenità.

È stato invece proprio il concentrare la nostra attenzione, l’indirizzare la nostra consapevolezza verso quell’elemento negativo, che ci ha fatto perdere la testa.

Da un semplice ticchettio, l’abbiamo trasformato in un rimbombo insopportabile.

E cosa è successo dopo?

Abbiamo rinunciato a qualcosa di bello, alla lettura della nostra appassionante storia.

Pur di far attenzione a qualcosa di POCO IMPORTANTE, a qualcosa sulla quale avremmo dovuto semplicemente sorvolare, abbiamo chiuso il libro.

Ci siamo innervositi, abbiamo sentito crescere la rabbia dentro di noi, abbiamo trasformato la nostra piacevole giornata, in una giornata insopportabile.

Il nervosismo poi si è trasformato in dolore fisico: la fitta al cuore, il respiro affannoso, le viscere in subbuglio.

Ed infine cosa è successo?

Abbiamo perso il controllo, abbiamo agito d’impulso, ed abbiamo sbagliato.

Pensate che sarebbe bastato ignorare l’orologio perché tutto questo non accadesse, ed invece ora quest’ultimo è andato distrutto per sempre, ed abbiamo perso un caro ricordo.

Se non avessimo fatto caso al ticchettio, saremmo tornati alla lettura, e probabilmente non avremmo più sentito l’orologio, ma abbiamo concentrato la nostra attenzione su un elemento negativo, e questo non poteva che portarci a qualcosa di infausto.

Rispondo alla domanda di questa ragazza, dicendole che concentrando la sua attenzione sul fatto che lui non abbia risposto al messaggio di auguri, non sta facendo altro che la stessa cosa.

Molti di voi avranno sorriso leggendo quella storia, od avranno pensato che io l’abbia scritta rivolgendomi solamente alla ragazza che ha posto la domanda.

Al contrario, tutti si comportano in questo modo svariate volte durante la giornata, e l’esito della loro reazione è sempre qualcosa che NON desideravano.

Perciò, impariamo tutti una lezione da questa storia, ed ignoriamo il ticchettio dell’orologio per stare bene e non commettere errori imperdonabili.

17 commenti

  • At 2009.11.06 17:05, Mara said:

    ..dovrei quindi ignorarlo..se ho ben capito..ci proverò..anche perchè non ho alternativa..grazie

    • At 2009.11.06 18:09, Mr Adam said:

      Piuttosto dovresti cercare di non concentrarti su pensieri negativi di poca importanza come questo.

    • At 2009.11.07 13:48, Mara said:

      ..e che cmq una risposta non credo possa dare adito a illusioni mr.adam..credo sia un segno di educazione..

      • At 2009.11.07 14:26, Mr Adam said:

        Non credo che quando hai inviato quel messaggio, tu stessi pensando di augurargli un buon compleanno per buona educazione. L’illusione di ricevere una risposta che non è mai arrivata ti ha portato a soffrire. La profondità del dolore che hai sentito, non risiedeva nel semplice fatto di non aver ricevuto nemmeno un grazie, ma nell’aver reciso quella flebile speranza di poterlo risentire.

      • At 2009.11.10 11:25, Anonimo said:

        ti aggiorno di alcune cose e mi piacerebbe davvero che tu mi dessi un consiglio..stanotte non ho chiuso occhio per quel che ho saputo…alla madre hanno diagnosticato un male..e visto che cmq non posso chiamarlo ne quantomeno contattarlo su msn visto che mi sà di invadenza..specie in questo momento in cui io e i miei pensieri siamo fuori luogo..non avendo altri mezzi per comunicarli la mia vicinanza..su msn ho scritto come messaggio personale..sappi che ti sono vicina..in questi momenti razionalizzi tutto..i tuoi problemi diventano minuscoli di fronte a quelli reali e maggiori che comporta una malattia..io ho sempre saputo che per lui non sono importante quanto lo è per me..però mi sento di troppo non sò come dirti..e non voglio minimamente pensare a noi in qst momento..cosa mi consigli?sono davvero presa dallo sconforto..una buona giornata

        • At 2009.11.10 11:26, mara said:

          ti aggiorno di alcune cose e mi piacerebbe davvero che tu mi dessi un consiglio..stanotte non ho chiuso occhio per quel che ho saputo…alla madre hanno diagnosticato un male..e visto che cmq non posso chiamarlo ne quantomeno contattarlo su msn visto che mi sà di invadenza..specie in questo momento in cui io e i miei pensieri siamo fuori luogo..non avendo altri mezzi per comunicarli la mia vicinanza..su msn ho scritto come messaggio personale..sappi che ti sono vicina..in questi momenti razionalizzi tutto..i tuoi problemi diventano minuscoli di fronte a quelli reali e maggiori che comporta una malattia..io ho sempre saputo che per lui non sono importante quanto lo è per me..però mi sento di troppo non sò come dirti..e non voglio minimamente pensare a noi in qst momento..cosa mi consigli?sono davvero presa dallo sconforto..una buona giornata

          • At 2009.11.10 11:49, Mr Adam said:

            Se avevi un rapporto intimo con la sua famiglia, se questa situazione ti procura un dispiacere, non c’è assolutamente nulla di strano. Ma se senti di aver trovato in questo episodio un modo per contattarlo, una scusa per stargli vicino, un argomento di conversazione con il quale nascondere tutto il resto, probabilmente la cosa più giusta da fare è non fare nulla. In questi casi avresti bisogno che le persone a cui tieni ti dessero una mano, ma mi pare di aver capito che non è da te che la vuole.

          • At 2009.11.10 12:14, mara said:

            diciamo che è successo all’imporovviso..ed io ti ripeto l’ho scoperto per caso..io e lui non stiamo insieme abbiamo sempre avuto un rapporto di alti e bassi..litighiamo poi torniamo a sentirci..io non voglio un pretesto per sentirlo nella maniera più assoluta..ho optato per un messaggio personale su msn per fargli capire che gli sono vicina..non mi sarei azzardata a cercarlo..in passato per un suo problema di salute l’ho fatto..però dopo due mesi che non ci scriviamo nemmeno ciao..malgrado io tenga a lui infinitamente non riesco a contattarlo..che mi cerchi lui per stargli accanto lo scarto a priori..però io gli voglio molto bene..e vorrei davvero stargli vicina..spero che intuisca che il messaggio sia per lui..io pregherò per quella donna…grazie adam..

            • At 2009.11.10 13:15, Mr Adam said:

              Fai quello che ti senti di fare, ma ricordati che rispondere con tanta generosità ad una persona che, non considerandoti minimamente, non ti ha trattato proprio bene, non è la cosa più giusta da fare.

            • At 2009.11.11 09:34, mara said:

              ..mi sono limitata al messaggio..che poi ho messo accanto al mio nickname non gliel’ho inviato..e spero comprenda sia per lui..sono troppo discreta per cercarlo..

              • At 2009.11.12 10:41, mara said:

                mr.adam ma quando si è di fronte a situazioni simili..nel senso..lui si è chiuso con tutti..dopo la scoperta della malattia del familiare..come ci si deve comportare?

                • At 2009.11.12 13:55, Mr Adam said:

                  Si è chiuso proprio con tutti? Sei sicura che non parla proprio con nessuno?

                • At 2009.11.12 22:30, mara said:

                  tutti coloro che vorrebbero magari chiedergli come sta..quando è in linea ha un per nessuno..che è abbastanza chiaro..il tutti scusa era riferito alla sfera di contatti..è come se volesse avvertire tutti che non ha voglia di parlare con nessuno..io per carità comprendo il suo dolore..però mi fa sentire ingombrante in qst momento..purtroppo è l’unico contesto meno invadente con cui posso relazionare con lui..al telefono visto il silenzio che c’è tra di noi non mi sembra il caso..io non sò proprio cosa pensare..

                • At 2009.11.13 10:13, mara said:

                  ad esempio..ieri ha scritto che vorrebbe tanto essere sereno ma in questo momento non può esserlo e non sa con chi prendersela..a me dispiace adam credimi perchè ci stò malissimo anche io..guardo il suo contatto ormai attraverso un vetro..senza poter interagire..mi sento invisibile..nemmeno il mio ti sono vicina è valso..lui in passato mi è stato vicino in un momento per me molto tragico..è stato l’unico che ho fatto avvicinare e che avevo voglia di sentire..viste le continue liti per cose banali fra di noi..e i mesi di silenzio che caratterizzano la nostra strana amicizia..io non mi sento di cercarlo poi adesso sarà ancora più furioso di prima..però credimi è dura..mi rivolgo a te perchè leggo risposte sensate sempre..ne sai più di me sicuro..e in un certo senso posso ricevere consigli preziosi..grazie ancora..e complimenti..

                  • At 2009.11.13 15:58, Mr Adam said:

                    Ti ringrazio per i complimenti, ma purtroppo devo dirti che della tua storia so pochissimo, ovvero quel poco che hai raccontato. In base a queste cose ti do determinate risposte, ma risulta chiaro che al crescere della specificità delle informazioni aumenta l’aiuto che posso fornirti. La comunicazione indiretta attraverso la chat mi sembra più una modalità di comunicare dovuta ad una paura che ad altro. Continuo a pensare che la tua eccessiva preoccupazione per il suo stato di salute, sia soltanto un pretesto per tornare a sentirlo e sfogare una certa tensione che hai dentro. Che abbia problemi in famiglia non è certo una bella cosa, ma perchè sei convinta di avere il compito di dover fare qualcosa? Se avesse avuto bisogno di te, credo non avrebbe esitato a chiedertelo, ma sembra quasi che tu debba aiutarlo per forza, come fosse una costrizione.

                  • At 2009.11.13 19:31, mara said:

                    no..io lo vorrei fare perchè gli voglio bene..non per un tornaconto…assolutamente…sono la prima che non lo cerca per i precedenti..nel senso dopo le innumerevoli discussioni per banalità..ho accettato il fatto di essere diversa da lui..non è un pretesto..cmq grazie..

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